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Villa Manganelli Biscari

Incastonata nel lussureggiante territorio di Viagrande, dimora storica dove il tempo si fa incanto.

Villa Manganelli Biscari vede le sue origini risalire al Settecento, durante le operazioni di ricostruzione successive al terremoto del 1693 che colpì gran parte della Sicilia orientale. Il sito ospitava un solo edificio immerso al centro di una vasta tenuta agricola. Nella prima metà del ’700, come era costume della nobiltà del tempo, Ignazio Paternò Castello, V Principe di Biscari, elesse questa dimora a luogo personale di “nascondimento”, dove potersi dedicare alla sperimentazione scientifica su piante, animali e minerali, ma soprattutto circondarsi di testimonianze del passato rinvenute durante gli scavi da lui promossi e nei suoi viaggi alla ricerca delle tracce dell’antichità.

Raccolse la descrizione delle sue scoperte archeologiche nel volume Viaggio per tutte le antichità della Sicilia. Questa passione sfociò nella fondazione di uno dei più importanti musei archeologici dell’epoca, le cui collezioni sono oggi custodite al Museo Civico di Castello Ursino a Catania.

Come scrive lo storico Denis Mack Smith nella sua opera Storia della Sicilia medievale e moderna, il Principe di Biscari fu una figura di eccezionale rilievo civile e culturale, capace di lasciare un’impronta profonda nella vita della città e nel patrimonio storico dell’isola.

Ignazio Paternò Castello

Probabilmente il predicato “Manganelli” deriva proprio dall’attrezzo tessile, il mangano, usato nella produzione delle fibre come seta e lino. Sull’onda dell’amore per le antiche civiltà del Mediterraneo, illustri viaggiatori stranieri del Settecento intrapresero viaggi in Sicilia; tra questi anche Goethe, che visitò il museo Biscari a Catania e, ammirando la nostra terra e il suo straordinario patrimonio classico, scrisse:

“L'Italia senza la Sicilia non lascia nello spirito immagine alcuna: la Sicilia è la chiave di tutto.”

“… e la bellezza classica del Paese si comprendono pienamente solo nell'isola, definita un unicum di luce, natura e arte.”

Goethe

Il Progetto di Carlo Sada

Il progetto di Villa Manganelli del celebre architetto è conservato ne “I disegni del fondo Sada”, presso le Biblioteche riunite “Civica A. Ursino Recupero” di Catania. L’intervento di Carlo Sada rese preziosa la dimora di famiglia, fondendo con grande sensibilità il rigore neoclassico con eleganti richiami Liberty.

Il parco storico di Villa Manganelli

Parco storico di Villa Manganelli Biscari

Il parco storico è stato oggetto di studio in rilevanti congressi internazionali, tra cui Science and Technology for the Safeguard of Cultural Heritage in the Mediterranean Basin, Istanbul, 22-25 novembre 2011, con il contributo The Etna garden of Villa Manganelli Biscari: Knowledge, conservation and restoration.

Curiosità tra Storia, Arte, Cinema e Letteratura

Un bellissimo novembre

Verga narra in una commovente novella la storia di una povera raccoglitrice di ulive di Viagrande, Nedda, la Varannisa. Villa Manganelli a Viagrande è nota anche per essere stata set del film Un bellissimo novembre (1968) di Mauro Bolognini. Il protagonista del romanzo I Vicerè di Federico De Roberto è ispirato alla figura di Antonino Paternò Castello di Sangiuliano. A Sperlinga, uno dei feudi appartenuti ai Paternò, il fotografo di guerra Robert Capa realizzò una delle immagini più iconiche dei giorni dello sbarco in Sicilia.

La Villa Manganelli di Viagrande, poiché costituisce un’importante testimonianza di architettura eclettica di fine Ottocento, opera documentata dell’architetto Carlo Sada, risulta di particolare interesse storico, artistico e architettonico ai sensi dell’art. 10 comma 3 lett. a e comma 4 lett. f e pertanto meritevole di tutela (art. 13 Dlgs 22/01/2004 n. 42).

 
 

Giardini incantati

Viali in acciottolato bicromo, alberi secolari ed esotici

Il vero incanto della Villa Manganelli Biscari è la singolare armonia tra la fusione di stili e il rigoglioso verde del parco storico. I viali, pavimentati con il caratteristico acciottolato bicromo, sono decorati con motivi geometrici, floreali e figure mitologiche. Gli alberi secolari ed esotici come yucche, palme, araucarie, cedri e pini regalano una scenografia di notevole effetto, suscitando allo stesso tempo interesse e meraviglia.

Il parco della villa si snoda sinuosamente su tre terrazzamenti:

Il Giardino all’Italiana, o villetta, con le sue siepi modellate, i vialetti ordinati, la pregevole fontana di Afrodite, le aiuole limitate da cordoli in pietra bianca, le piante di thuja, agrifoglio, pyracantha e le rose.

Il Giardino alla Francese è caratterizzato da ciottolati vialetti sinuosi con eleganti raffigurazioni simboliche: il gioioso elefante, simbolo di Catania, il dio Simeto, un fastoso vaso di fiori e l’elegante gazebo ottocentesco.

Il Giardino all’Inglese ospita la stupenda fontana di Galatea, le ombreggianti bersò, una austera ara marmorea in stile neoclassico e il Tempietto del Principe.

I diversi giardini, con oltre 100 specie botaniche, offrono contorni e squarci ideali per accogliere i solenni momenti di una cerimonia all’aperto: l’aperitivo di benvenuto, il banchetto nuziale, il taglio della torta. Vari corner per il buffet, l’open bar, l’angolo sigari e liquori e la pista da ballo completano un’esperienza scenografica e memorabile.

 

Auditorium, Loggia e Dipendenze

Spazi alternativi e suggestivi, per ogni stagione
Auditorium, Loggia e Dipendenze

L’Auditorium

Originariamente palmento, questo ampio salone si distingue per il maestoso camino frontale e per elementi decorativi evocativi: fontane composite, decori medievali, mascheroni in pietra e il motivo dell’edera come simbolo di fedeltà e lealtà creano un’atmosfera particolare, insieme al “Grotto”, un contiguo percorso naturale sotterraneo più riservato, volto in passato ad allietare gli ospiti o a ripararli dalla calura estiva, la cosiddetta sala dello Scirocco. Il banchetto nuziale qui acquista un fascino senza tempo.

Auditorium della Villa

La Loggia

Si estende su due spazi: il portico a vetrata, ideale per buffet o open bar, e il salone interno dove alle pareti si ammira, come un arazzo, la pavimentazione (1789) della residenza storica: una preziosa testimonianza della maiolica d’epoca di Caltagirone. Una location più intima, perfetta anche per riti civili e simbolici o banchetti ristretti.

Maiolica storica Dettaglio maiolica storica Interni della Loggia
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